
CALL FOR IMAGES
“Ricerco nei frammenti (emotivi e formali) la storia dispersa. Ricerco in modo drammatico l’unità, seppure difficile da cogliere, seppure utopica, seppure impossibile”.
Jannis Kounellis, Odissea lagunare, 1993, p.92.
Il frammento è innanzitutto una categoria ermeneutica: evoca un’interezza perduta e, al tempo stesso, la consapevolezza della sua definitiva inaccessibilità. È proprio in questa tensione verso una completezza impossibile che il frammento trova il suo significato più profondo.
L’architettura sopravvive spesso come frammento: resti senza corpo, tracce sospese tra rovina e fondazione, segni che chiedono di essere letti, interpretati, evocati. Il costruito si disgrega, ma il senso resiste, talvolta rafforzato dall’assenza. Lo stesso accade in ogni rappresentazione, che per quanto estesa o dettagliata resta sempre parziale, protesa al reale ma irriducibilmente distinta da esso.
IL TEMA
Dagli anni Settanta in poi, tra semiotica, fenomenologia e critica del progetto, si afferma un nuovo modo di guardare all’architettura: non più solo oggetto, ma discorso, segno, testo. Umberto Eco, in La struttura assente (1968), sottolinea il valore di ciò che può essere “immaginato, dedotto, proiettato”; Colin Rowe, con Collage City (1978), vede nel frammento non una perdita, ma la possibilità di un collage critico; Aldo Rossi individua nella rovina una scena fissa della memoria collettiva, mentre le esperienze della radical architecture e della paper architecture propongono una costruzione immateriale, fatta di immagini, visioni e narrazioni.
Raccontare il frammento significa allora interrogare l’immateriale: atmosfere, memorie, riti, gesti. In questa prospettiva, la cultura mediterranea offre un osservatorio privilegiato per la ricerca, per la sua densità di stratificazioni e contaminazioni; ma il campo resta aperto a geografie e culture diverse, perché frammenti e assenze appartengono a ogni tempo e luogo.
IL DISEGNO
In questo senso il disegno, nelle sue molteplici declinazioni, costituisce un linguaggio capace di documentare, interpretare e stimolare un dialogo sull’immaterialità. Pensiero, azione e oggetto del disegno riflettono i molteplici volti del Patrimonio Culturale Immateriale: tradizioni, rituali, prodotti e pratiche che compongono un vasto spettro di espressioni.
La call invita dunque a rappresentare queste assenze e presenze parziali, a dare forma visiva al frammento come dispositivo di memoria, immaginazione e narrazione.
LA SFIDA
GRAF_I 2026 invita studiosi, progettisti, artisti e ricercatori a esplorare le potenzialità del disegno, confrontandosi con la rappresentazione del frammento, dell’assenza e dell’immateriale, intesi come memoria, immaginazione e possibilità critica. Ogni immagine – analogica, digitale, fotografica o ibrida – dovrà essere pensata come grafia: una scrittura visiva che non descrive soltanto, ma interpreta, rielabora, evoca. Non si tratta di compensare un vuoto, ma di costruire un dispositivo capace di rendere visibile l’invisibile: l’assenza che diventa presenza, la traccia che diventa racconto, il frammento che diventa progetto.
L’ATLANTE VISIVO
Il risultato sarà la costruzione collettiva di un Atlante visivo del frammento: un repertorio di segni, tracce, rovine e immaginazioni che non vuole essere soltanto memoria, ma strumento di interpretazione e progetto. Un’opera corale che intreccia sguardi diversi, tessendo la trama di un racconto condiviso sull’assenza e sulla permanenza, sull’identità e sulla sua continua riscrittura.
LE LINEE DI RICERCA
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INFORMAZIONI E PUBBLICAZIONE
I contributi selezionati saranno pubblicati nel Catalogo GRAF_I 2026, all’interno della serie GRAF_I, edito da PVBLICA Press, in formato digitale, e presentati in una mostra dedicata che sarà possibile fruire anche da remoto.
DATE E QUOTE D’ISCRIZIONE
Scadenze e modalità di invio — Calendario
- Pubblicazione della call: 27 settembre 2025
- Scadenza invio contributi: 23 febbraio 2026
- Giornata di studi: giugno 2026
Pagamento
La partecipazione alla call for image prevede un costo di pubblicazione da versare al momento della ricezione dell’avvenuta accettazione del contributo.
La quota di partecipazione è relativa al singolo contributo ed è comprensiva della partecipazione alla giornata studi.
Se un contributo è stato realizzato da più di un autore è necessario versare una sola quota di partecipazione; nel caso in cui più autori partecipino alla giornata studi è prevista una quota addizionale per ogni singolo autore oltre il primo.
La partecipazione alla call for image è gratuita per gli studenti iscritti ad un corso di laurea italiano o estero.
- Quota ridotta (iscrizione entro il 15 maggio 2026): 40€
- Quota intera (iscrizione dal 16 maggio 2026 al 15 giugno 2026): 80€
- Quota di partecipazione alla sola giornata in presenza: 20€
ELABORATI RICHIESTI
Immagine
- Dimensioni: 27×27 cm
- Formato: TIFF, 300 dpi, CMYK
- Didascalia: max 300 battute
- Indicazioni sulla fonte e/o crediti: max 30 parole
Testo
- 8.000-10.000 battute (spazi inclusi)
- Lingua: italiano o inglese
File da inviare
- Un file .pdf anonimo per la blind peer review e un file Word (.docx) contenente immagine e testo impaginati.
- Sintassi per la denominazione dei file: Cognome_Titolo.pdf; Cognome_Titolo.docx.
COME INVIARE I CONTRIBUTI
Il singolo contributo (principalmente costituito da un’immagine di copertina in formato 27x27cm, un abstract entro le 1.000 battute e un testo a commento dell’immagine di massimo le 10.000 battute e minimo 8.000), in lingua italiana o in lingua inglese, dovrà essere trasmesso all’indirizzo e-mail grafi.callforimages@gmail.com all’interno di una cartella compressa inviata tramite il servizio WeTransfer.
La cartella compressa dovrà contenere:
1) l’immagine in formato .tiff denominata: nome autore_titolo immagine.tiff.
2) Il file di testo in formato .doc o .docx denominato: nome autore_titolo abstract.doc. Il file di testo dovrà contenere:
- titolo (compreso tra le 50 e le 80 battute);
- l’autore/gli autori;
- affiliazioni dei singoli autori del contributo;
- contatti e-mail dei singoli autori del contributo;
- un abstract (con un’estensione massima di 1.000 battute);
- parole chiave (al massimo 5);
- uno short paper (con un’estensione tra un minimo di 8.000 battute e un massimo di 10.000 battute);
- didascalia (al massimo di 300 battute) ed eventuali crediti per l’immagine utilizzata (al massimo di 30 parole), nel caso il detentore dei diritti sia un soggetto diverso dagli autori del contributo;
- bibliografia (è ammesso un massimo di 10 voci bibliografiche);
- breve biografia per ciascun autore (con un’estensione massima di 200 battute per autore);
- immagini: 1 immagine di dimensioni 27×27 cm e con una risoluzione di 300 DPI.
- NON SONO PREVISTE NOTE.
Il file da sottoporre al processo di double-blind peer review potrà essere impaginato liberamente e dovrà contenere tutti i materiali relativi al contributo esteso (titolo, abstract, parole chiave, riferimenti bibliografici, fonti delle immagini, immagini e tabelle, didascalie), fatta eccezione per l’indicazione degli autori e della loro affiliazione ed email. Il file deve essere fornito sia in formato .doc (o .docx) sia in formato .pdf e deve essere denominato Cognome_review.doc (o .docx). Da ogni punto del file dovrà essere eliminato qualsiasi riferimento che possa rendere riconoscibile/i l’autore/gli autori.
Tutti i materiali sopraelencati dovranno essere raccolti in un’unica cartella compressa e inviati via WeTransfer (o analogo servizio di trasferimento) all’indirizzo: grafi.callforimages@gmail.com.
Si prega di prestare attenzione alle Norme Redazionali durante la preparazione dei contributi e, comunque, prima del loro invio. In caso di necessità di chiarimenti o approfondimenti sulle Norme Redazionali scrivere a grafi.callforimages@gmail.com.
COMITATO ORGANIZZATORE
- Nicola La Vitola – Università Mediterranea di Reggio Calabria
- Sonia Mercurio – Università Mediterranea di Reggio Calabria
- Sonia Mollica – Università Mediterranea di Reggio Calabria
- Luca Vespasiano – Università degli Studi dell’Aquila
- Johan Sebastián Wilches Rivera – Politecnico di Bari
- Flavia Camagni – Università San Raffaele Roma
- Luca Martelli – Sapienza Università di Roma
- Simone Sanna – Università degli Studi di Sassari
- Andrea Sias – Università degli Studi di Sassari
COMITATO SCIENTIFICO
- Marinella Arena – Università Mediterranea di Reggio Calabria
- Paolo Belardi – Università degli Studi di Perugia
- Stefano Brusaporci – Università degli Studi dell’Aquila
- Enrico Cicalò – Università degli Studi di Sassari
- Daniele Colistra – Università Mediterranea di Reggio Calabria
- Fabio Colonnese – Sapienza – Università di Roma
- Edoardo Dotto – Università di Catania
- Marco Fasolo – Sapienza – Università di Roma
- Francesca Fatta – Università Mediterranea di Reggio Calabria
- Riccardo Florio – Università degli Studi di Napoli Federico II
- Elena Ippoliti – Sapienza – Università di Roma
- Dominik Lengyel – BTU – Brandenburgische Technische Universität Cottbus–Senftenberg
- Massimo Leserri – Politecnico di Bari
- Massimiliano Lo Turco – Politecnico di Torino
- Federica Maietti – Università di Ferrara
- Pamela Maiezza – Università degli Studi dell’Aquila
- Domenico Mediati – Università Mediterranea di Reggio Calabria
- Valeria Menchetelli – Università degli Studi di Perugia
- Nancy Rozo Montaña – UNAL – Universidad Nacional de Colombia, Bogotà
- Sandro Parrinello – Università degli Studi di Firenze
- Pablo Rodriguez-Navarro – UPV – Universitat Politècnica de València
- Paola Raffa – Università Mediterranea di Reggio Calabria
- Gabriele Rossi – Politecnico di Bari
- Rossella Salerno – Politecnico di Milano
- Ana María Torres Barchino – UPV – Universitat Politècnica de València
- Michele Valentino – Università degli Studi di Sassari




